scopri dove trovare le colonnine elettriche lungo l'autostrada per ricaricare comodamente il tuo veicolo elettrico durante i viaggi.

Colonnine Elettriche in Autostrada: Dove Trovarle

In breve: Colonnine Elettriche in Autostrada – Punti chiave
Oltre 70.000 punti di ricarica pubblici in Italia; in autostrada circa 1.274 punti
In autostrada l’86% delle colonnine elettriche è in corrente continua (DC)
Il 63% supera i 150 kW; soste più rapide e viaggi sereni
Quasi una stazione su due lungo l’autostrada ha un’infrastruttura di ricarica
Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna guidano per disponibilità
Strumenti pratici: mappe colonnine, PUN, app di percorso e dei gestori
Consigli: pianificare tappe 10–80%, scegliere potenza in base alle esigenze
Obiettivo: mobilità sostenibile con attenzione a costi, tempi e energia pulita

La rete italiana di ricarica veicoli elettrici sta cambiando il modo di muoversi su lunga distanza. Per i viaggi in autostrada, sapere con precisione dove trovarle garantisce tempi prevedibili e un’esperienza senza ansie. Negli ultimi dodici mesi i punti di ricarica pubblici sono cresciuti in modo continuo, e lungo le principali dorsali autostradali è aumentata l’offerta di colonnine elettriche veloci e ultraveloci. Questa evoluzione consente di pianificare i trasferimenti con tappe di pochi minuti e soste più regolari.

Gli automobilisti possono contare su una combinazione di mappe colonnine ufficiali e app di navigazione che mostrano la disponibilità in tempo reale. L’infrastruttura di ricarica non è ancora uniforme ovunque, ma le tratte a più alta intensità di traffico offrono ormai un buon numero di punti di ricarica. Pertanto, con un minimo di metodo, la rotta giusta è sempre a portata di mano. La chiave resta la preparazione: stimare potenza, tempi e costi prima di partire rende ogni viaggio più lineare.

Colonnine elettriche in autostrada: numeri aggiornati e distribuzione 2026

La crescita dell’infrastruttura di ricarica italiana è ormai strutturale. I monitoraggi più recenti riportano oltre 70.000 punti di ricarica pubblici, con un incremento costante trimestre dopo trimestre. In autostrada risultano oggi attivi circa 1.274 punti di ricarica, un salto significativo rispetto ai dati 2024 che si fermavano poco sopra le mille unità. Questo scatto in avanti ha un impatto concreto: il rischio di rimanere senza energia si riduce molto, specialmente sulle dorsali a maggiore traffico.

La qualità dell’offerta è tanto importante quanto il numero. Oggi, lungo l’autostrada, l’86% dei punti è in corrente continua, quindi pensato per ricariche rapide. Inoltre, circa il 63% supera i 150 kW, soglia che abilita sessioni di rifornimento davvero veloci. In pratica, una sosta di 15–25 minuti può riportare un’auto media dal 10% all’80% in condizioni favorevoli. La disponibilità cresce anche in profondità: quasi una stazione di servizio su due dispone di un’infrastruttura di ricarica.

La distribuzione geografica, però, resta disomogenea. Il Nord ospita circa il 57% dei punti, il Centro attorno al 20% e il Sud con Isole circa il 23%. La Lombardia guida con oltre quattordicimila punti complessivi, seguita da Lazio, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna oltre quota cinquemila. A livello provinciale spiccano Roma e Milano, con migliaia di prese, mentre Torino, Napoli e Brescia mantengono un presidio solido. Ne deriva una buona copertura sulle autostrade padane e tirreniche ad alta intensità.

Le tratte con più servizi includono presidi di operatori diversi, da Free To X a Ionity, da Tesla a Enel X Way e Be Charge. Questo mosaico aumenta la probabilità di trovare una colonnina libera. Inoltre, molte stazioni propongono più standard di connettore, così da servire veicoli elettrici di marchi differenti. Le potenze variano: si va dai 50 kW delle soluzioni fast “di prima generazione” ai 300–350 kW delle ultrafast. Quindi la compatibilità con l’auto incide sui tempi reali.

Esistono, tuttavia, aree ancora poco attrezzate. Alcuni tratti di Sicilia, la Calabria settentrionale, segmenti di Basilicata e Puglia e fasce periferiche di Piemonte e Veneto mostrano ancora distanze tra punti superiori alla media. Nella maggior parte d’Italia, comunque, i punti in autostrada restano distanti meno di 100 km. Questo consente pianificazioni prudenti, soprattutto mantenendo un margine di batteria. Nel complesso, le colonnine elettriche in autostrada forniscono ormai una base affidabile per la mobilità su lunga percorrenza.

Zone ancora da potenziare: elenco essenziale

Le aree che beneficerebbero di un ulteriore rafforzamento includono:

  • Sicilia: dorsali interne e tratti secondari
  • Calabria settentrionale: copertura a macchia di leopardo
  • Basilicata: pochi nodi ad alta potenza
  • Puglia: interconnessioni tra litoranee e dorsali interne
  • Piemonte e Veneto: varchi locali con scarsa densità

Un piano che segua i flussi stagionali e i corridoi turistici aiuterebbe a colmare gli ultimi buchi, così l’esperienza diventa uniforme.

Mappe colonnine e strumenti digitali: dove trovarle in tempo reale

Per individuare le colonnine in autostrada conviene iniziare dalla Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica, consultabile su www.piattaformaunicanazionale.it. Il portale aggrega i dati ufficiali dei gestori e permette di filtrare per potenza, connettore e disponibilità. Non sostituisce le app dei singoli operatori, ma offre una vista imparziale e capillare. Insieme, queste fonti danno il quadro completo: posizione, stato e velocità di ricarica.

Le app di navigazione aiutano durante il viaggio. Google Maps propone stazioni lungo il percorso e stima i tempi. Waze segnala punti compatibili con il connettore dell’auto e deviazioni utili in caso di code. Gli strumenti proprietari come i planner di Tesla, Free To X o Ionity aggiungono funzioni dedicate. Per esempio, mostrano il numero di stalli liberi e il picco di potenza disponibile. Queste informazioni rendono più semplice scegliere dove fermarsi.

Una buona pratica è impostare la soglia di ricarica tra 10% e 80%. Così si sfrutta la parte più veloce della curva di ricarica e si riducono i tempi. Inoltre, scegliere colonnine da 150 kW in su quando si è in viaggio assicura soste brevi. In aree congestionate può convenire fermarsi leggermente prima della tappa “ovvia”: qualche chilometro in anticipo si può trovare uno stallo libero e potente. In caso di dubbi sui costi, una guida come quanto costa ricaricare un’auto elettrica aiuta a stimare il budget.

Le notifiche in app segnalano guasti, manutenzioni o stazioni temporaneamente occupate. Quindi è utile mantenere almeno due fonti attive. Una riguarda la mappa multioperatore, l’altra l’app del gestore preferito. Per la manutenzione del veicolo, tenere d’occhio le spie consente di evitare fermate impreviste: la pagina su spia batteria auto chiarisce significati e possibili azioni. È un dettaglio, ma la serenità di viaggio nasce da attenzioni semplici.

Checklist prima di partire

  1. Verificare il percorso e le mappe colonnine aggiornate
  2. Salvare 2–3 tappe alternative lungo l’autostrada
  3. Controllare connettori e potenza massima del veicolo
  4. Stimare costi e tempi con strumenti affidabili (stima costi di ricarica)
  5. Attivare app dei gestori più presenti lungo la tratta

Seguendo questa lista si riducono variabili e imprevisti. La ricarica veicoli elettrici diventa così un’abitudine regolare, non un problema da risolvere all’ultimo minuto.

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Dove trovarle lungo le principali autostrade: esempi concreti A1, A4, A14 e oltre

Le principali arterie italiane offrono oggi una trama di colonnine elettriche adatta a viaggi di ogni tipo. L’A1 è la spina dorsale che collega Milano a Napoli, con aree di servizio come San Zenone, Somaglia, Arda, Secchia e Cantagallo dotate di punti fino a 300 kW in entrambe le direzioni. Tra Firenze e Roma, aree come Firenze Nord, Arno, Badia al Pino, Fabro, Prenestina e La Macchia garantiscono soste rapide. Più a sud, Casilina, Teano e le aree laziali campane chiudono il cerchio. La rotta Milano–Napoli si gestisce con due o tre stop brevi, soprattutto con potenze superiori a 150 kW.

Sull’A4, tra Torino e Trieste, nodi come Valtrompia, Brianza, Novate, Villarboit, San Rocco e Gonars offrono una copertura ampia. Il mix di operatori consente scelte flessibili: Free To X presidia molte aree con ultrafast, Ionity copre nodi strategici, mentre Enel X Way e Be Charge completano la rete con soluzioni a potenze diversificate. Questa pluralità evita colli di bottiglia e garantisce una rotazione più efficiente.

L’A14 da Bologna a Taranto ha visto un salto notevole. Aree come Rubicone, Esino, Piceno, Torre Cerrano, Sangro, Torre Fantine e Canne Battaglia mostrano potenze fino a 300 kW. Così, un viaggio lungo l’Adriatico si pianifica con frequenza di stop regolare, spesso ogni 150–180 km con vetture di ultima generazione. Sulle connessioni trasversali, come la A13 e l’asse Parma–La Spezia (A15), la presenza resta valida, con nodi fast che coprono gli spostamenti interregionali.

Anche le rotte alpine non restano indietro. Sull’A22 del Brennero, i punti ultrafast presso Affi, Garda, Paganella e Bressanone facilitano gli attraversamenti nord-sud. Le stazioni con brand Tesla aperte a veicoli non Tesla in molte location aggiungono resilienza. In Liguria, lungo l’A12 e l’A10, si alternano Free To X, Ionity ed Enel X Way, con aree come Brugnato, Versilia, Aurelia e Ceriale che affiancano traffico turistico e pendolarismo.

Sulle isole la situazione è migliorata ma richiede ancora attenzione. In Sicilia la presenza di nodi come Agira (ultrafast) è fondamentale, tuttavia conviene pianificare con una riserva energetica più ampia. Le tratte calabresi e lucane mostrano progressi, ma la densità resta inferiore al Nord. Per ricariche oltre i 200 kW in queste zone, controllare con anticipo la disponibilità è la scelta più prudente. In caso di imprevisti, conviene aggiungere una sosta a potenza inferiore in un’area urbana adiacente al casello.

Scelta della sosta: metodo pratico

Una strategia efficace usa due criteri. Primo: selezionare aree con più stalli e potenze elevate, così si riducono attese. Secondo: distribuire le soste per rimanere nella fascia di ricarica più veloce. Per chi desidera confrontare sistemi alternativi di alimentazione e riflettere sui propri chilometraggi annui, questa panoramica su elettrico, metano e GPL a confronto aiuta a valutare l’opzione più coerente con i propri usi.

Tempi, potenza e costi di ricarica in autostrada: strategie per soste rapide

La potenza della colonnina e la curva di ricarica dell’auto determinano i minuti di sosta. Una fast da 50 kW consente circa 40–60 kW/h reali a seconda delle condizioni. Una stazione da 150 kW permette picchi più alti, ma il veicolo raramente mantiene il massimo oltre il 50–60% di batteria. Le ultrafast da 300–350 kW risultano decisive per le auto che supportano tensioni di 800V, riducendo la permanenza sotto la mezz’ora anche su accumulatori capienti.

Un esempio pratico. Con una batteria da 60 kWh, passare dal 10% all’80% richiede circa 42 kWh. Se si sfruttano in media 120 kW su una 150 kW, la sosta dura intorno a 20–25 minuti. Su una 50 kW, lo stesso passaggio può superare i 50 minuti. Per questo, in autostrada conviene puntare su potenze almeno da 150 kW. Inoltre, caricare fino all’80% riduce il tempo marginale per ogni kWh, che cresce molto verso il pieno.

I costi cambiano per tariffa e gestore. Alcuni applicano prezzo al kWh, altri al minuto o formule miste. Le ultrafast tendono a essere più care rispetto alle fast. Pertanto conviene stimare la spesa prima di partire. Una guida come calcolo dei costi di ricarica consente di preparare il budget. Piani in abbonamento o card multioperatore riducono il prezzo medio se si viaggia spesso. In periodi di alta stagione, prenotare la sosta dove possibile evita attese.

La salute della batteria conta. Più la ricarica è dolce, più si riduce lo stress. La ricarica domestica o in AC lenta favorisce la longevità. Per i lunghi viaggi, le hyperfast vanno usate con criterio: ottime per tagliare i tempi, ma senza trasformarle nella routine quotidiana. Se compaiono segnalazioni sul cruscotto, un ripasso delle spie della batteria aiuta a decidere come intervenire. In caso di temperature estreme, precondizionare l’accumulatore migliora la resa.

Le condizioni esterne influenzano molto. Pioggia, freddo e vento aumentano i consumi. Di conseguenza, la pianificazione deve considerare un margine di sicurezza del 10–15% di autonomia. Le discese consentono di recuperare energia con la rigenerazione, mentre i tratti veloci a velocità costante sono i più prevedibili. Infine, ricordare che la sosta ideale è anche confortevole: servizi, ristorazione e bagni ergonomici fanno la differenza. Per chi desidera approfondire ulteriormente i costi, questa pagina su prezzi e tariffe di ricarica offre un quadro aggiornato.

Una gestione consapevole delle tappe, con scelte di potenza adeguata e attenzione ai prezzi, massimizza il tempo su strada e minimizza quello in area di servizio.

Pianificazione del viaggio elettrico: esempi pratici, noleggio e alternative

Immaginare un percorso aiuta a trasformare numeri e mappe in scelte concrete. Si prenda il caso di un viaggio da Milano a Napoli lungo l’A1. Con una vettura che supporta 150 kW, pianificare stop a Arda e Firenze Nord copre il primo tratto senza ansie. Proseguendo, una sosta a Prenestina o La Macchia garantisce l’arrivo a destinazione con un margine confortevole. In giornate di traffico intenso, scegliere Cantagallo o Badia al Pino come alternative mantiene i tempi.

Un secondo scenario riguarda la rotta Torino–Trieste. Qui la frequenza di punti ad alta potenza permette soste flessibili a Brianza, Valtrompia, San Rocco o Gonars. Chi viaggia con un’auto meno recente può adottare tappe più ravvicinate, prediligendo stazioni da 50–100 kW per riequilibrare i tempi. Infine, sulle dorsali adriatiche e tirreniche, impostare soste regolari ogni 150–180 km assicura un ritmo costante e privo di stress, utile anche per chi viaggia con bambini.

Non tutti possiedono un’elettrica. Chi vuole provare un viaggio a energia pulita può valutare il noleggio breve. Servizi come soluzioni di noleggio per elettriche consentono di testare modelli diversi e capire quale autonomia reale si adatta al proprio stile. In parallelo, l’attenzione alla mobilità sostenibile cresce anche grazie alla possibilità di confrontare alimentazioni. Un approfondimento su differenze tra elettrico, metano e GPL aiuta a scegliere in base a percorrenze e costi totali.

La gestione economica incide sull’esperienza. Uno sguardo ai prezzi delle aree ultrafast lungo l’autostrada, incrociato con i consumi della propria vettura, porta a scelte più informate. Le app dei gestori mostrano tariffe in tempo reale. Le card con abbonamento riducono il costo al kWh e semplificano la fatturazione. Pianificare all’andata e al ritorno tappe simmetriche migliora la prevedibilità dei tempi, soprattutto in alta stagione.

In caso di vacanze nelle regioni meno coperte, conviene integrare le soste autostradali con ricariche urbane a destinazione. Hotel e strutture turistiche con wallbox riducono la dipendenza dalle ultrafast. Chi teme l’ansia da autonomia può impostare un margine più ampio, fermandosi al 20% di carica residua anziché al 10%. Inoltre, una lettura preventiva dei segnali del veicolo, come spiegato nella guida alla spia della batteria, evita sorprese. Così, i veicoli elettrici diventano compagni affidabili anche nei tour più lunghi.

Metodo “due piani” per ogni tratta

La regola è semplice. Piano A: soste principali ottimizzate su stazioni con molti stalli e potenze alte. Piano B: alternative a 20–30 km di distanza per gestire eventuali code. Questo approccio, unito all’uso di mappe colonnine aggiornate e alla verifica in tempo reale, rende i viaggi più fluidi. In definitiva, sapere dove trovarle è metà del lavoro; l’altra metà è scegliere bene quando fermarsi.

Quante colonnine elettriche ci sono in autostrada e quanto sono potenti?

Sulle autostrade italiane risultano attivi circa 1.274 punti di ricarica. Circa l’86% è in corrente continua e il 63% supera i 150 kW, con presenza crescente di ultrafast da 300–350 kW.

Qual è il modo più rapido per trovare una colonnina durante il viaggio?

Usare la Piattaforma Unica Nazionale per la pianificazione e combinare app come Google Maps o Waze con le app dei gestori (Free To X, Ionity, Tesla, Enel X Way). Le app mostrano disponibilità, potenza e connettori.

Quanto costa ricaricare in autostrada?

Dipende da tariffe e potenze: le ultrafast costano di più ma riducono i tempi. Prima di partire è utile stimare la spesa con una guida ai prezzi come ‘costo ricarica auto’. Abbonamenti e card possono abbassare il prezzo al kWh.

È meglio caricare fino al 100%?

In autostrada conviene fermarsi tra il 10% e l’80%. Oltre l’80% la ricarica rallenta molto. Per la salute della batteria, riservare le ultrafast ai viaggi e usare ricariche lente AC nella routine quotidiana.

Cosa fare se una stazione è occupata o fuori servizio?

Prevedere sempre un’alternativa a 20–30 km. Le app segnalano lo stato degli stalli. In caso di problemi, scegliere un nodo con più stalli o scendere al casello vicino per ricaricare in AC urbana.