Giornali online con parte dei contenuti a pagamento.

Il 2010 rimarrà un anno importante per i media, siano essi i “tradizionali” o quelli digitali ed online, come può esserlo, tanto per fare un esempio, un giornale online.

Il lancio su larga scala di tablet ed eReader ha scompaginato gli editori classici ed il vecchio modo di fare pubblicità?

Vediamo un pò qualche numero prima di fare qualsiasi considerazione tra informazione classica e new media, tra quotidiani cartacei e giornali online.

Prendiamo come punto di riferimento gli Stati Uniti. A fine anno il 7% della popolazione possedeva un tablet, e il 6% degli adulti un ebook Reader. Numeri del genere, in altri settori, non impensierirebbero più di tanto, ma non nel mondo di internet; quelle piccole percentuali sono l’avanguardia di una moda che, come è già successo, potrebbe impiegare poco a deflagrare e a ridisegnare e ridefinire i rapporti di forza. Tutti coloro che posseggono tali dispositivi sono amanti della lettura e amano tenersi informati, per soddisfare questi pionieri gran parte dei quotidiani ha aperto o sta aprendo, anche in Italia, una sezione online. Questo spostamento recherà con sé anche inserzionisti e pubblicitari.

Se ciò avverrà non è più in discussione; più interessante sarebbe riuscire a capire quando e con che repentinità.
Il 46% degli americani afferma di prendere le notizie dai mezzi digitali (da un giornale online, dai blog, da forum e siti) mentre un buon 40% rimane ancorato alla stampa cartacea. Gli introiti pubblicitari dei giornali hanno avuto, nel periodo 2006-10, un crollo del 46%, una parte degli stessi ha preferito indirizzare soldi ed investimento in un giornale online in luogo di uno cartaceo.
Last but not least, la versione online di giornali come il Financial Times, il Wall Street Journal e Bloomberg è a pagamento. Indubbiamente il settore si presta al gioco (si è disposti a pagare per info importanti), ma qualcuno potrebbe ravvisare in ciò anche la disponibilità a pagare contenuti online purchè di qualità.

Sarà questo il futuro dell’informazione? Un giornale online con parte dei contenuti a pagamento?

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